INTERVISTA a MANUEL TODARO

Campione Italiano ciclocross categoria JUNIORES

servizio a cura di redazione, foto LUCA CANTONI e PUBBLIFOTO

 

 

 

Manuel Todaro, ciclista Juniores altomilanese, vive a Castano Primo e studia da perito elettronico, recentemente, il 12 gennaio ad Orvieto,  ha conquistato il titolo di Campione Italiano nel ciclocross, Manuel è giunto a questo risultato dopo che già nel 2011 aveva conquistato il titolo tricolore tra gli allievi primo anno. Nelle ultime due prove internazionali (tra cui il mondiale) si è ben distinto ed ha salvato con dignità i colori azzurri giovanili.

Terminata la stagione del ciclocross ora Manuel ha già iniziato una sorta di "riposo attivo" in cui dovrà recuperare e riadattare il suo possente fisico, ma non solo quello, dovrà anche concentrarsi di più nello studio per poter portare a termine anche l'anno scolastico con il risultato che la famiglia si attende.

Il castanese ha gareggiato dalle categorie giovanissimi, cresce nel vivaio della Marcoli di Turbigo sulle orme del fratello Fabio, come lui inizia ad appassionarsi al fuoristrada già da esordiente, i due fratelli crescono nel fuoristrada alla corte della Scuola Ciclismo Cadrezzate  per poi finire nello storico team Guerciotti di Milano; su strada Manuel gareggia  con i colori della S.C. Biringhello di Rho. Lo intervistiamo nella sua abitazione di Castano Primo, cerchiamo di capire come vive un giovane atleta di alto livello che ha scelto la strada del ciclismo :

 

-        Innanzitutto complimenti per questa fiammante maglia tricolore, pensavi  di avere delle chance per la prova mondiale ? Conosci il percorso? Tu hai già corso all’estero come vedi il ciclocross fuori dai confini nazionali?

Si, ho gia gareggiato all'estero ero certo di avere delle chances anche per il mondiale, pensavo che immaginarmi sul podio non fosse azzardato, la condizione c'era  mi sarebbe servita un po più di fortuna, già lo scorso anno avevo preso le misure, peccato, senza la caduta e l'incidente avrei potuto giocare meglio le mie chance, ci saranno altre occasioni, almeno lo spero.

 

-        Cosa serve in Italia per poter arrivare più preparati agli appuntamenti importanti?

Servono le gare di qualità con percorsi di qualità, avendo corso all'estero ti accorgi della grande differenza esistente agli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori, in Belgio ed in Olanda si vive su un altro pianeta, la considerazione per il ciclocross non è confrontabile con la situazione in Italia, la considerazione verso la nostra specialità è ai minimi termini, se non ci fossero società come quelle che io ho conosciuto saremmo proprio inesistenti

 

-        Parlaci di te e della tua vita in famiglia, com’è coinvolta la famiglia con te e tuo fratello ciclisti?  Chi e come si occupa di te  ed in che ruolo??

Non credo che la mia vita sia molto diversa da quella di tanti coetanei, ovvio che mi rendo conto che ho degli obblighi e delle regole diverse; nel discorso specifico dello sport, avendo davanti a me l'esempio di mio fratello ho il grande vantaggio di sfruttare le sue esperienze, lui è molto bravo ad aiutarmi nell'evitare i suoi errori, il resto della famiglia , genitori e nonna, sono praticamente a nostra disposizione in tutto e per tutto, anche nelle trasferte ho sempre qualcuno al seguito e questo mi aiuta tantissimo.

 

-        Ormai hai girato l’Italia e un po anche il mondo, se non fossi nato qui a Castano dove credi ti saresti trovato meglio, in Italia e all’estero come ciclista?

Ho detto prima che dal punto di vista dell'attività agonistica sarebbe stato utile vivere in Belgio, Olanda o Francia, ma sono contento di essere nato qui ed essere Italiano

 

-        Chi ha contribuito maggiormente nel coltivare questa passione, avrai qualcuno in particolare da ricordare o ritieni che le persone da ringraziare siano più d’una?

Non ho il minimo dubbio, mio fratello Fabio, ho iniziato il ciclismo grazie a lui ed ho continuato sempre nella sua scia, lui è molto più tecnico di me, è uno che cura molto i particolari ed è sempre più concentrato di me, io sono più incosciente , comincio a pensare alla gara quando ho finalmente i pedali su cui spingere, non sono un carattere emotivo e molto probabilmente questo mi aiuta a consumare meno energie, la gara è la mia valvola di sfogo, quando sono in giornata non ho timori reverenziali per nessuno, vincere è stupendo e quando succede penso ai miei che stanno facendo tanto per agevolarmi in questo sport, forse loro vedono ciò che io stesso fatico a vedere.

-        Sai gestire bene le tue assenze da casa senza nessuno che ti accudisce? Sai cavartela bene da solo? Cosa ti pesa di più?

Ora me la cavo bene, forse all'inizio ho avuto piccoli problemi ma anche qui devo dire che Fabio mi ha spianato la strada facendomi partecipe delle sue esperienze internazionali.

 

-        Com’è  il rapporto con lo staff tecnico federale ?

Al di la di risposte retoriche che forse ti aspetti devo dire che mi trovo molto bene davvero sia con i tecnici che con gli altri atleti e atlete della rosa azzurra.

 

-        Che tipo di incombenze ha un giovane atleta inserito nella rosa degli azzurri?  Sei soddisfatto del “sistema” ?

Va beh, oltre all'impegno per il conseguimento dei risultati, per quanto mi riguarda c'è solo l'impegno nel rispettare le regole doping, sono costantemente monitorato dalla federazione e anche per questo ho degli adempimenti burocratici da espletare ma se devo essere sincero neppure me ne accorgo, di tutto ciò se ne occupa mio padre anche perché io sono ancora minorenne, da quando sono entrato nel giro azzurro, oltre ai controlli periodici di routine e agli eventuali controlli in gara,  iniziato ho avuto due controlli domiciliari a sorpresa. Quindi, per rispondere alla domanda, mi sembra che il sistema possa funzionare a me per il momento poco importa non è certo su queste cose che baso la mia soddisfazione, so come vivo e i sacrifici che faccio, se le regole ci sono vanno rispettate e quindi non mi pongo neppure il problema.

 

-        A scuola come va? Immagino che qualche problema debba esserci, sono comprensivi o non ti fanno sconti ?

Ovviamente ho un grande problema, un grande problema visto che noi gareggiamo con anno scolastico appena iniziato, serve la collaborazione di tutte le figure coinvolte ma credo di riuscire a metterci una pezza

 

-        E con le ragazze come va, hai del tempo da dedicare anche a loro o per il momento non hai nessun tipo di impegno?

Non c'è molto tempo per quello, quest'anno ero molto concentrato sull'italiano e il mondiale, come ho detto prima con la scuola , gli allenamenmti e le trasferte non rimane tempo per niente altro e per le ragazze serve tempo da dedicare.

 

-        Al di fuori dalla cerchia ciclistica hai una compagnia di amicizie con cui condividere il poco tempo libero? E se si come passate le vostre ore insieme?

Idem come sopra, ovviamente ho le mie amicizie extra sportive tra i coetanei quello che manca è il tempo per le frequentazioni, avrò tempo più avanti.

 

-        Pensi che il ciclismo possa costituire uno sbocco lavorativo probabile? Ti piacerebbe diventare professionista??

Certo che mi piacerebbe, credo che se riesci a fare le cose ad un certo livello con il ciclismo ci puoi anche campare, dovrei trasferirmi però, non credo proprio che da noi questo sia un obiettivo perseguibile.

 

-        Cosa consiglieresti ad un ragazzino di 6 anni che vuole imitare il tuo percorso nel ciclismo, rispondi spassionatamente senza usare facili luoghi comuni

gli direi, vai in bicicletta se ti piace e ti diverti, se poi hai la compagnia tanto meglio, questo però deve essere un gioco, io ho avuto la fortuna di poter giocare da bambino, ho anche vinto ma non ho mai gustato le vittorie come tali, era solo un po diverso dal solito gioco.

 

-        A te è mancato qualcosa o qualcuno  quando eri giovanissimo? E se si cosa??

No mai, chi mi vuole bene mi è stato vicino sempre, e non solo la famiglia

 

-        Sapresti indicare , in base alla tua esperienza,  come devono comportarsi e che caratteristiche devono avere  i genitori di un atleta impegnato con il ciclismo?

Con una battuta potrei rispondere: come i miei, man mano che cresci ti rendi conto di cosa significa per una famiglia avere in casa un ragazzo che costa parecchi sacrifici a tutti, quando parlo di sacrifici intendo dire di tutti i tipi, pensa che qui in casa ne hanno avuti due di atleti di livello medio alto, quindi puoi immaginare! noi però abbiamo avuto anche una nonna impagabile, mamma e papa lavorano ed hanno il loro bel da fare, la nonna ha colmato tanti vuoti permettendoci di non sovraccaricare solo i genitori, ora capisci perché ho detto "come la mia?"

-        Cosa non ti piace dell’ambiente ciclistico così come lo hai conosciuto tu fino a questo momento?

Sembrerà strano ma per me va tutto bene è tutto un sogno, sto facendo quello che mi piace ed ho incontrato tanta gente disponibile ad aiutarmi, quando fai risultati credo  sia difficile incontrare i veri problemi, spero che duri!

 

-        Chi è il tuo punto di riferimento da imitare per la strada e il ciclocross

Su questi due nomi non ho dubbi e tentennamenti: Fabian Cancellara e Sven Nys

 

-        C’è altro che un giovane campione italiano di ciclocross vuole dire ai lettori ?

In questo momento di gioia e di soddisfazione penso a quando ho iniziato da giovanissimo, in tanti anni ho incontrato parecchi ragazzi bravi quanto me, ragazzi che a 16 anni non arrivano ad evidenziare le loro potenzialità; nel ciclismo odierno, quando sei in procinto di diventare juniores qualcosa devi aver fatto vedere o quantomeno devi avere qualcuno che crede in te anche in assenza di risultati,  ho visto amici smettere di correre per non aver trovato società disposte a rischiare ciò che serve per farli continuare, se la tua famiglia non può permetterselo devi piantarla li con il ciclismo.

 

 

Grazie ed in bocca al lupo per i tuoi impegni futuri e che la fortuna ti assista come meriti.

G.B.

 
 
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